
Dal gennaio 2004 l'accessibilità è un obbligo di legge per tutti i software della Pubblica Amministrazione. Per saperne di più...
Anche le Pubbliche Amministrazioni oggi sono costrette a ridurre i costi dell'Information Technology e ad ottimizzare le spese.
La scelta OpenOffice, oltre alla sua economicità, non costringerebbe il cittadino ad acquistare programmi proprietari per accedere ai documenti della PA, come del resto è raccomandato dalla Direttiva Stanca, nata principalmente per garantire il diritto del cittadino nei riguardi della fruibilità dei dati.
In generale l'Italia è più conservativa rispetto al resto dell'Europa. Invece in Francia o Spagna, piuttosto che in Danimarca o Germania, ci sono intere regioni (intese come organizzazioni di natura politico-amministrativa) che sono migrate all'open source.
Non sempre è così: vedi progetto FUSS e progetto Cospa, ma nella nostra realtà queste esperienze tese a promuovere la migrazione ad applicazioni a codice sorgente aperto sono ancora frutto di iniziative dei singoli o di singole PA.
OpenOffice.org rappresenta la possibilità di scegliere risparmiando, o almeno spendendo al meglio i soldi dei contribuenti.
È una scelta coraggiosa ma avveduta, considerando che i costi per le licenze generalmente non rimangono in Italia, finendo oltreoceano.
Scegliere Open Source vuol dire investire in formazione e sviluppi locali, ciò dovrebbe costituire uno dei principali obiettivi PA.
Se siete interessati ad avere ulteriori informazioni contattateci all'indirizzo openoffice@webforma.it.
Se state già considerando la possibilità di una migrazione al software OpenOffice vi proponiamo..